La nostra storia

Olio Qucco è il risultato di un percorso agricolo radicato nel territorio di Frigintini, nei Monti Iblei, all’interno della Val di Noto: un’area riconosciuta per le sue caratteristiche pedoclimatiche ideali alla coltivazione dell’olivo.

L’attività prende forma a partire dal 1948 con l’acquisizione di un primo appezzamento in Contrada Figotto, un sistema di terrazzamenti calcarei a ridosso della Cava dei Servi. In questo ambiente, la combinazione tra suolo, altitudine, esposizione e biodiversità ha rappresentato fin da subito un elemento determinante per lo sviluppo di un’agricoltura orientata alla qualità.

La gestione agronomica si è progressivamente strutturata secondo criteri di sostenibilità e conservazione, con interventi mirati sia al mantenimento dell’equilibrio naturale sia al miglioramento della fertilità del terreno. In questo contesto, il lavoro di selezione e valorizzazione delle varietà locali si è sviluppato attraverso operazioni di innesto e reimpianto, coinvolgendo ulivi, mandorli, carrubi e numerose specie fruttifere autoctone dell’area iblea.

Storia Olio Qucco
Innesto pianta di ulivo

Nel tempo, l’attività agricola ha seguito un percorso di progressiva specializzazione, orientato alla definizione di un’identità produttiva chiara e riconoscibile. La scelta di concentrarsi su oli extravergini mono-varietali nasce dalla volontà di isolare e valorizzare le specificità di ciascuna cultivar, interpretandone in modo rigoroso il profilo sensoriale in relazione alle condizioni pedoclimatiche dei diversi appezzamenti.

Questo approccio ha portato a una gestione sempre più mirata degli impianti, con interventi differenziati per varietà, esposizione e caratteristiche del suolo, al fine di ottenere produzioni che riflettano fedelmente il legame tra pianta e territorio.

Una fase significativa di questo percorso si sviluppa all’inizio degli anni ’80, con l’acquisizione di un secondo fondo in Contrada Cucco. Caratterizzato da terrazzamenti, suoli calcarei e l’influenza idrica di un affluente del fiume Tellaro durante la stagione invernale, costituisce un ecosistema ad alta biodiversità. La presenza di numerose specie arboree e fruttifere autoctone, combinata alla flora spontanea e alla variabilità microclimatica, determina un ambiente agronomico complesso, capace di conferire alle produzioni caratteristiche organolettiche uniche e strettamente legate al territorio.

Monti Iblei

Alla base di questo progetto rimane un principio preciso: dare continuità a un modello agricolo fondato su autosufficienza, sostenibilità e responsabilità verso il territorio. Un’impostazione che trae origine dall’impegno passato e che oggi si traduce nella volontà di preservare e trasmettere un patrimonio agricolo, ambientale e culturale costruito nel tempo.

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